Da
fonti storiche l'Isola Ferdinandea cominciò a “sorgere” dalla
superficie delle acque marine comprese tra la cittadina di Sciacca e
l'Isola di Pantelleria nella notte del 10 Agosto del 1831 quando,
alcuni marinai, notarono strani e intensi bagliori uniti ad una
colonna di fumo, spiccare dalle acque di quel braccio di mare.
Di
li ad un mese circa, l'isola emerse nella sia interezza arrivando a
raggiungere un diametro di ben 800 m e un'altezza di poco più di 60
s.l.m.
Essa
assunse immediata importanza strategica per le potenze politiche del
luogo in quanto la sua posizione era
particolarmente favorevole per il controllo dei corridoi commerciali
lungo la rotta verso il Medio Oriente e per tal motivo fu presto
contesa dalla Francia, dalla Gran Bretagna e dal vicino Regno delle
Due Sicilie. L'isola prese il nome di Isola Ferdinandea in onore di
Re Ferdinando II (Sovrano del Regno delle Due Sicilie) ma,
successivamente, anche di Isola di Graham, nome “affibbiato” da
alcuni marinai Britannici che con un colpo di mano vi approdarono
piantando la loro bandiera. Altri nomi ad essa “attribuiti” nel
tempo più o meno legittimamente furono Corrao,
Hotham, Julia, Nerita e Isola di Sciacca.
Comunque,
questa contesa internazionale durò decisamente poco in quanto dopo
appena qualche mese l'isola “sprofondò” tra le acque del Canale
di Sicilia ridiventando quello che geologicamente si definisce un
Seamount (montagna, vulcano sottomarino).
Per
comprendere al meglio, dal punto di vista geologico, la nascita
(genesi) dell'Isola Ferdinandea bisogna ricordare che dal punto si
vista geologico - strutturale
il Canale di Sicilia è caratterizzato principalmente dalla presenza
di faglie normali sub-verticali risalenti al Neogene-Quaternario e
orientate NW-SE facenti parte della Rift Zone del Canale di Sicilia
(Agius et al.,2022 ).
Questo processo di rifting ha generato un assottigliamento della
crosta continentale (5-18 km) a partire dal Pliocene inferiore,
consentendo sia l'apertura di tre grandi depressioni allungate ovvero
graben di Pantelleria, Malta e Linosa, sia un vulcanismo diffuso con
la formazione di morfologie vulcaniche subaeree (ad esempio le isole
vulcaniche di Pantelleria e Linosa), e sottomarine quali i banchi
Graham e Nameless.
Il
Banco di Graham (Graham Bank), come appena accennato, è una piccola
regione vulcanica sottomarina situata nella parte superiore del
pendio della Sicilia nord-occidentale, che è stata soggetta a
numerose eruzioni vulcaniche negli ultimi 200 anni (Calanchi et
al.,1989 ).
Tra queste eruzioni, quella storicamente più nota è appunto del
1831 e relativa all'emersione dell'Isola Ferdinandea.
La
recente acquisizione di dati batimetrici multibeam ad alta
risoluzione associati a profili acustici ad alta risoluzione ha
migliorato la conoscenza, in generale, delle aree vulcaniche
sottomarine in tutto il Canale di Sicilia e nella fattispecie di
quella del Banco di Graham.
Da
tali rilievi batimetrici risulta evidente la presenza, nell'area del
Banco di Graham, di un vero e proprio “arcipelago sottomarino”
costituito da sei principali Seamounts tra i quali, spicca quello
dell'Isola Ferdinandea indicata in Fig.1 con la sigla V3. E' da
notare che tutti i centri eruttivi sottomarini facenti parte di
questo piccolo arcipelago sommerso presentano una base pressoché
circolare o al massimo subellittica.
Fig.1;
“ Porzione di Fondale marino del Banco Graham con presenza dei 6
vulcani sottomarini V1 – V6 ( V3 = Isola Ferdinandea)”.
In
particolare, l'Isola Ferdinandea, attualmente, presenta alla base un
asse principale lungo 0,995 m e uno minore di 0,985 (dunque la base,
in effetti, è pressoché circolare), una superficie di detta base di
0,737 Kmq e con un volume complessivo di 0,098 Km3 e una altezza dal
fondale di 115 m.
Dal
punto di vista vulcanologico la nascita dell'Isola Ferdinandea si
ebbe in seguito a un'eruzione surtesyana ovvero ad una eruzione
dovuta a un magma basico (Basalto) che risalendo entrò in contatto
improvviso (in prossimità della superficie) con l'acqua di mare
provocando un'intensa esplosione (esplosione facente parte della
categoria delle note esplosioni freato – magmatiche). Ciò generò
un cono piroclastico prevalentemente cineritico presto eroso dal moto
ondoso che riportò l'orlo del cratere (che in precedenza aveva quota
di 65 m circa s.l.m.) sotto la superficie marina, ad una profondità
di 6 m sotto il livello marino.