Sin da tempi immemori l'Opale, con il suo caleidoscopico gioco di colori, detto anche “fuoco”, ha trovato posto nella vita e nell'immaginario collettivo dell'essere umano, prova ne sia che già nel Neolitico (6000 anni fa), sono stati rinvenuti in Kenya, all'interno di una grotta, vari utensili in questa pietra. L'Opale era già conosciuto e usato anche presso le civiltà precolombiane degli Aztechi e Maya e dai nativi del Nord America.
Questa gemma era molto apprezzata anche dai Greci e dai Romani sia per il suo valore estetico che per quello medicamentoso (infatti i Greci la usavano per proteggere e guarire la vista e pertanto fu definita “Pietra dell'occhio”). Sempre dai Greci sembra derivare il suo attuale nome, infatti era chiamata Opallios (che significa qualcosa come “vedere un cambiamento di colori). Molti Autori, ultimamente invece, fanno derivare il nome "Opale" dal termine Sanscrito Upala che significa appunto “Pietra preziosa”.
Per i Romani, l'Opale (Opalus) era considerato secondo soltanto allo Smeraldo e persino l'Imperatore Marco Antonio ne era un grande estimatore e collezionista. Sempre dall'Antica Roma provengono le numerose citazioni (quasi delle Odi) del famoso studioso Plinio (Plinio “Il Vecchio”).
Ma la reputazione dell'Opale nella storia non è stata sempre positiva. Nel medioevo, infatti, si alternarono periodi in cui la gemma era famosa per la sua carica positiva (tanto da essere utilizzata per guarire dalla Peste nera) e periodi in cui era considerata foriera di sventure varie.
Più in la, nel XIX secolo, fu considerata, addirittura, l'artefice (incastonata in un anello) di una vera e propria moria all'interno della Corte di Re Alfonso XII di Spagna.
Le cose cambiarono, Napoleone I° lo diede in regalo alla sua Giuseppina ma un po' dopo, la cattiva interpretazione di un bellissimo romanzo del famoso scrittore Walter Scott riporò all'Opale l'ingiusta fama di portatrice di sventura e morte.
L'Opale, nel passato, proveniva esclusivamente dall'Est Europa e più precisamente da Cernowiz, nell'attuale Slovacchia. Ma le cose cambiarono allorquando l'Opale non fu scoperto, alla metà dell'ottocento, nella lontana Australia. L'entrata sui mercati mondiali di questo “nuovo” Opale di maggior pregio, avvenuta nei primi decenni del 900, segnò il declino dell'Opale europeo.
Attualmente, l'Australia detiene il primato assoluto della produzione e commercio di questa gemma preziosa (addirittura il 95 % dell'Opale in circolazione nel mondo proviene dall'Australia).
Al giorno d'oggi, l'Opale è largamente utilizzato nelle varie discipline olistiche e esoteriche ma, trova largo uso anche come abrasivo, medicamento e fertilizzante.
Dal punto di vista chimico l'Opale è costituito da Silice idrata amorfa (anche se, come si vedrà più avanti, si hanno anche varietà microcristalline) e ha proprietà fisiche ottiche dalle quali proviene il suo fantastico "gioco di colori" che lo ha reso così apprezzato dall'uomo nel corso della sua storia.
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STORIE, MITI E LEGGENDE
Da sempre l'Opale, per via del suo caleidoscopico “gioco di colori” ha affascinato l'uomo, infatti, si hanno prove archeologiche che dimostrano che l'Opale fu estratto per la prima volta già 10.000 fa, nella Virgin Valley, in Nord America. Inoltre, è stato rinvenuto sottoforma di manufatti risalenti a circa 6000 anni fa, in Kenya, all'interno di una grotta. Si pensa che tali utensili provenissero, in realtà, dall'Etiopia dove si ha una eccellente disponibilità di Opale. Nel Vecchio Mondo, l'Opale era estratto nell'attuale Slovacchia e da li l'intera Europa e il Medio Oriente si rifornivano. Invece, il Messico e l'Honduras rifornivano di questa pietra preziosa l'Impero Azteco. Reperti archeologici dimostrano che i Maya utilizzavano l'Opale come componente in “odontoiatria”, assieme alla turchese e la giada, incastonando frammenti di dette pietre nei denti stessi.
Gli stessi conquistadores portarono, al loro ritorno in Spagna, l'Opale del Nuovo Mondo.
Da tutt'altra parte del globo, in Australia, gli aborigeni hanno da sempre apprezzato l'Opale per la sua bellezza e energia e diedero alla gemma il nome di “Serpente Arcobaleno” descrivendola con una storia, nella loro "creazione" secondo la quale il creatore prese i colori dell'arcobaleno trasformandoli in pietra per creare l'Opale. Invece, un'altra storia, sempre aborigena, racconta che il creatore percorse una strada per diffondere il suo messaggio di pace e ad ogni suo passo, i sassolini che calpestava si trasformavano in opali.
Invece, nella mitologia indiana si narra che la Dea Arcobaleno si fosse trasformata in pietra (Opale) per sfuggire ai suoi pretendenti assoggettati da un suo stesso incantesimo.
Ancora, nella mitologia araba, si credeva che i frammenti di Opale cadessero dal cielo durante i temporali, intrisi dei colori infuocati dei fulmini.
Il nome della pietra Opale deriva, secondo molti autori, dal Sanscrito “Upala” che significa “Pietra preziosa”. Altri lo attribuiscono al Greco antico “Opallios” e dunque al Latino “Opalus” che in entrambi i casi sta ad indicare “il vedere un cambiamento di colore”. Gli antichi Greci credevano che gli opali conferissero ai loro possessori il dono della profezia e che li proteggessero dalle malattie . In particolare, la gemma fu definita “ophthalmios” ovvero “Pietra dell'occhio” in quanto, si credeva che avesse capacità protettive e curative sulla vista. Nella mitologia greca Zeus fu cosi felice di aver sconfitto i Titani che pianse lacrime che si trasformarono in opali, una volta toccate il suolo.
Invece, nell'Antica Roma la pietra simboleggiava amore e speranza. Lo stesso Imperatore Marco Antonio si narra, da fonti del tempo, che amasse talmente gli opali tanto da bandire uno dei suoi Senatori che si rifiutò di vendergliene uno, grosso quanto una noce. Si pensa che desiderasse tanto questo Opale per la sua amante Cleopatra. In generale, l'Opale è frequentemente menzionato nelle fonti storiche di epoca romana e soprattutto in quelle di Plinio (Plinio “Il Vecchio”). Nel 75 d.c. lo studioso romano osservò: ”Alcuni opali hanno in se un tale gioco da eguagliare i colori più profondi e ricchi dei pittori. Altri simulano il fuoco fiammeggiante dello zolfo ardente e persino la brillante vampa dell'olio ardente”. Inoltre, si meravigliò che questa gemma racchiudesse in se, contemporaneamente, il rosso del rubino (ma alcuni hanno tradotto come: ”il rosso del Carbonchio”), il verde dello smeraldo, il giallo del topazio e il viola dell'ametista. Nonostante Plinio “Il Vecchio” fosse stato un grandissimo estimatore dell'Opale egli stesso, credeva che l'Opale da esso posseduto fosse originario dell'India, probabilmente perché gli stessi commercianti di Opale nascondevano la reale provenienza europea (miniera di Cernowiz nell'attuale Slovacchia) spacciandolo come di provenienza indiana e conferendo così alla merce, un tocco esotico e dunque, un maggior costo.
Nel corso della storia questa gemma è stata vista, a seconda dei periodi, sia come portatrice di buona che di cattiva sorte. Per tutto il Medioevo (V – XIV secolo) l'Opale fu considerata a periodi sia una pietra “benefica” che “malefica”. Ad esempio, nel medioevo, nell'anno della “Peste nera” (1347) i “dottori” del tempo usavano curare gli ammalati facendo infusi costituiti da polvere di Opale macinato e miscelato con acqua calda. In questo stesso periodo persino le donne bionde usavano indossare collane di Opale in quanto, si pensava che, la gemma potesse proteggere i capelli dalla perdita di colore. Nel periodo successivo, gli opali erano, di sovente, incastonati nei gioielli delle varie Corone regnanti e, lo stesso Napoleone I ne donò uno di straordinaria bellezza e dal colore rosso (Opale di fuoco chiamato “L'incendio di Troia” o “Fuoco di Troia”) all'Imperatrice Giuseppina. A questo periodo però, fece seguito un periodo, a partire dal XVIII fino al XIX secolo, in cui questa bellissima pietra fu associata alla cattiva sorte e alla disgrazia in quanto portatrice di carestie e pestilenze.
A peggiorar le cose, a metà del XIX secolo si diffuse la storia di un Opale “maledetto” che seminò morte alla corte di Re Alfonso XII di Spagna. Il Re ricevette in dono per vendetta, da una Contessa che lui stesso aveva precedentemente corteggiato, un anello in Opale che regalò, successivamente, alla sua sposa. Questa, dopo qualche giorno, morì misteriosamente. L'anello fece il giro della corte e ogniqualvolta che qualcuno ne entrava in possesso questi, moriva in circostanze misteriose. Allora, lo stesso Re Alfonso decise di indossarlo. Dopo qualche giorno anch'egli morì per cause non accertabili. La colpa fu data all'anello che fu definito “maledetto” senza tener conto che, in quegli anni, in Spagna e in tutta Europa, era in corso una terribile epidemia di colera che, in poco tempo, fece circa 100.000 vittime appartenenti, peraltro, a qualunque ceto sociale.
Successivamente, la Regina Vittoria d'Inghilterra fece di tutto per cambiare la cattiva reputazione dell'Opale. Diventò una brava intenditrice dell'Opale possedendone una magnifica collezione personale con gioielli, in Opale che, indossò per tutta la durata del suo regno. La Principessa Mary di Gloucester regalò alla nipote (la Regina Vittoria) un anello in Opale precedentemente appartenente alla Regina Carlotta.
Ma la fama infausta continuò in epoca moderna, a causa di una lettura approssimativa del bel romanzo del grande Walter Scott “Anna di Geierstein” in cui, il talismano in Opale indossato dalla protagonista Lady Hermione perde i suoi colori dopo il contatto on l'acqua santa, portandola alla morte. Questo evento letterario portò ad un drastico calo delle vendite. Altri grandi poeti e scrittori che menzionarono la pietra Opale nelle loro opere furono William Shakespire e Gabriele D'Annunzio e, più precisamente il primo, definì l'Opale: “Un miracolo e la Regina delle gemme”, mentre il secondo (D'Annunzio) nel componimento “Albasia” riferì: ”Il mare è Opale con vene di crisolito, come i mari dell'Asia, immoto albore, di gemme fuse.”.
Se in epoca storica, l'Opale proveniva esclusivamente dalle miniere di Cernowiz (nell'attuale Slovacchia e detto quindi, impropriamente, “Opale ungherese”) pian piano si cominciarono a scoprire altri giacimenti in giro per il mondo fin quando, a metà dell'800 non fu scoperto l'Opale in Australia (nei pressi di Angaston, South Australia, 1849) che diventò, ben presto la maggiore produttrice mondiale in assoluto. Nel 1954, nel corso di una sua visita di stato in Australia venne donato alla Regina Elisabetta II d'Inghilterra un Opale (varietà “Opale matrice” di Andamooka) di ben 203 carati dal quale vennero ricavate una collana e un paio di orecchini che, attualmente, fanno parte del “Tesoro della Corona Britannica”.
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| Fig.1; "Anello in Opale". |
L'Opale australiano fece la sua comparsa nei mercati europei e mondiali nel 1890. Immediatamente i proprietari delle miniere “ungheresi” si premurarono ad “infangare” la bellissima pietra australiana dicendo che non fosse autentica ma, ben presto (nel 1932) le miniere “ungheresi” dovettero chiudere i battenti, proprio perché non furono in grado di competere con quelle australiane e con il loro “prodotto” di più alto pregio, lasciando così all'Australia, il primato di maggiore produttrice al mondo di Opale. Attualmente, l'Australia, da sola, copre circa il 95 % dell'intero mercato mondiale dell'Opale. La maggior parte dell'Opale di provenienza australiana viene estratto nei cosiddetti “Campi di Opale” dell'Outback (entroterra) australiano che è costituito da una ampia area semidesertica o addirittura desertica del continente australiano e ricadente negli Stati del Nuovo Galles del Sud, del Queensland e dell'Australia meridionale. Uno dei problemi più grossi da affrontare per i minatori, nell'Outback australiano, è la forte siccità dei luoghi che ostacola anche le operazioni di estrazione e quelle di lavaggio e vagliatura del materiale estratto. Come già detto, la prima scoperta di Opale (varietà comune, non preziosa) fu effettuata nei pressi di Angaston, in Australia meridionale, nel 1849 ma, l'inizio della grande epopea dell'Opale australiano si ebbe soltanto qualche decennio dopo, nel 1890 nel Nuovo Galles del Sud e più esattamente nella località di White Cliffs con il rinvenimento e l'estrazione del primo Opale prezioso a cui fece seguito, quello di Opalton nel 1896 nel Queensland e quello di Lightning Ridge nel Nuovo Galles del Sud, nel 1905 col famoso giacimento di Opale nero prezioso e di altissima qualità (Fig.2; "Opale nero prezioso di Lightening Ridge"). Questi ritrovamenti portarono numerosi minatori sia professionisti che improvvisati nelle terre inospitali dell'Outback australiano.
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| Fig.2; "Opale nero prezioso di Lightening Ridge". |
Nello Stato dell'Australia meridionale, dopo la scoperta di Angaston, furono rinvenuti, ma soltanto parecchio tempo dopo, gli importantissimi giacimenti di Opale bianco o meglio lattiginoso bianco (White milky opal) di Coober Pedy. nel 1912 e quello di Opale matrice (matrix opal) di Andamooka nel 1930.
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| Fig.3; "Opale con matrice". |
In quegli anni, l'estrazione dell'Opale avveniva con mezzi rudimentali (pale e picconi) e con la tecnica detta a “pozzo”. Ovvero, veniva scavato verticalmente un pozzo di modesto diametro (1.00 – 1.50 m) lungo il quale. i minatori si “calavano” fino a raggiungere il fondo, a partire dal quale, lo scavo avveniva più o meno orizzontalmente e seguendo le varie venature o lenti che man mano andavano incontrando. Tutto questo, con pochissima acqua a disposizione e a temperature, spesso, superiori ai 40° C.
Tali condizioni di lavoro, spesso quasi impossibili, inficiarono sulla produzione e rendita dei giacimenti di Opale australiano. In più, le due “grandi guerre mondiali” e la depressione degli anni '30 del secolo scorso, rallentarono, sin quasi al totale declino, l'andamento del mercato dell'Opale australiano, fin quando, nel secondo dopoguerra, furono scoperti nuovi giacimenti che diedero nuovo stimolo e respiro all'estrazione e al mercato dell'Opale. Ma la situazione si capovolse del tutto e favorevolmente, soltanto quando nei primi anni '70 del secolo scorso, furono introdotti, nei Campi di Opale, i primi macchinari utili all'estrazione quali, pale meccaniche, trivelle, betoniere opportunamente modificate e anche bulldozer.
Di seguito, riportiamo alcuni degli opali più famosi e pregiati di tutti i tempi:
Opale Olimpico Australis:
E' uno degli opali più preziosi e famosi al mondo. Fu trovato a Coober Pedy ( Australia meridionale), nel 1956 e deve il suo nome ai Giochi Olimpici che si svolsero in quell'anno a Melbourne (AUS). Ha un peso di 3450 gr che corrisponde a 17.250 ct. (carati)
Il suo valore attuale è di oltre 2.500.000 Dollari australiani.
Opale Aurora Australis:
E' considerato l'Opale nero più famoso di tutti i tempi. Fu trovato a Lighting Ridge, nel Nuovo Galles del Sud, nel 1938 in un sedimento di origine marina. Il suo motivo arlecchino con colori cangianti dal verde al rosso e al blu su "colore del corpo" nero ricorda quello di un'aurora australe e da qui il nome.
Questo è probabilmente il più “misterioso” tra tutti gli opali famosi.
Il suo peso è di 180 ct.
Il suo valore è stimato in 1.000.000 di Dollari Australiani.
Opale Andamooka:
Prende il nome dalla località (Andanooka) ben conosciuta per i suoi opali matrice. Detto anche “Opale della Regina”, ovvero, “Queen's Opal” diventò uno degli opali più famosi al mondo in quanto, donato alla Regina Elisabetta II in occasione della sua prima visita di stato in Australia, nel 1954.
Si trova, in gran parte incastonato in una collana di Palladio.
Il suo peso è di 203 ct.
Il suo valore è inestimabile.
Opale “Fuoco di Troia” o “L'Incendio di Troia” o ancora “Pandora”:
Prende il nome dal suo colore rosso vivo (varietà Opale di fuoco) ed è famoso in quanto donato dall'Imperatore Napoleone I alla sua Giuseppina (Josephine de Beauharnais).
E' stato trafugato in occasione della seconda guerra mondiale.
Peso 700 ct.
Il suo reale valore non è stato reso noto.
Opale Regina del fuoco:
Fu trovato presso le miniere australiane di Angledool, nel 1906 da un certo Dunstan e pertanto, conosciuto, per molto tempo come “Pietra di Dustan”. Si narra che egli la rivendette per soli 100 Sterline ad un acquirente sconosciuto. Nel corso della sua storia cambiò spesso proprietario e finì, per ultimo, per essere acquistato, per soli 75.000 Dollari, dal miliardario Rockfeller.
E' un “nobby” (nodulo) di inestimabile bellezza e alcuni hanno definito questa pietra come “troppo bella per essere descritta a parole”
Il suo peso è di 900 ct.
Il suo valore è di gran lunga superiore ai 75.000 Dollari.
USI DELL'OPALE AL GIORNO D'OGGI
Fin qui, abbiamo esposto le varie peripezie, le gioie e i dolori delle quali, l'Opale è stato protagonista e oggetto nel passato. Adesso però, andiamo a vedere cosa lega, attualmente, questa bellissima gemma all'uomo, ovvero, quali sono i principali usi e significati attribuiti all'Opale al giorno d'oggi.
Oltre che in gioielleria (dove l'Opale è largamente e a pieno merito, utilizzato oltre che, sottoforma di pezzi integri o doppiette e triplette) attualmente, è utilizzato in Cristalloterapia (Litoterapia) dove, riveste un ruolo importante nel supportare i cambiamenti di vita, le trasformazioni in generale e nel rinforzare l'intuizione nonché facilitare una migliore introspezione e comprensione di se stessi. Inoltre, stimola l'amor proprio e l'accettazione di se e aiuta l'immaginazione e l'ispirazione artistica. Inoltre, avrebbe anche il potere di aumentare le capacità psichiche, prima fra tutte, la chiaroveggenza. Infine, aiuterebbe ad alleviare i disturbi del sonno.
Nell'esoterismo, in generale, ogni pietra è associata ad un segno zodiacale e ad un chakra.
Nel caso dell'Opale e di altre gemme, la diversa associazione è funzione, principalmente, del colore della pietra.
Per quanto riguarda i segni zodiacali si ha:
Per la Bilancia, l'Opale, in generale, rafforza essenzialmente l'equilibrio emotivo della persona.
Per i Pesci, l'Opale aiuta a canalizzare l'emotività in eccesso e a migliore l'intuizione.
A seconda del colore, si “adatta” al segno dei Gemelli (se il colore dell'Opale è bianco), a quello del Sagittario (se è rosso come nell'Opale di fuoco) e al Toro ( nel caso la pietra Opale sia di colore verde).
Per quanto riguarda i chakra, invece:
L'Opale rosa o l'Opale verde agiscono positivamente sul chakra del Cuore, ovvero il 4° chakra, (Anahata) migliorando le emozioni quali, l'amore e la compassione. Invece, l'Opale bianco stimola il 7° chakra, quello della Corona ( (Sahasrara) favorendo la spiritualità e la connessione con la quinta essenza e le divinità. Inoltre, l'Opale rosso (Opale di fuoco) agisce sul 2° chakra, quello Sacrale (Svhadhistana) risvegliando la passione, l'attrazione sessuale.
Infine, l'Opale è considerato la pietra portafortuna del mese di Ottobre ed è a tutt'oggi utilizzato per la realizzazione di talismani contro le negatività.
Ma l'Opale è utilizzato, oltre che per scopi spirituali e “interiori” anche per quelli, diciamo, più tecnici e pratici. Infatti, l'Opale costituito dalle Diatomee (Alghe a guscio siliceo) denominato anche come “Tripoli”, viene usato in polvere, come abrasivo sui metalli (rimuove le sottili patine di ruggine) e nel delicato processo di lucidatura delle altre pietre preziose.
Il “Tripoli” è utilizzato anche per la cura della pelle, in primo luogo, nei saponi esfolianti e rigeneranti del cuoio capelluto ma, anche negli impianti di “filtrazione,” quando si tratta di filtrare microrganismi quali, batteri e microalghe tossiche.
Ma l'Opale si trova anche in farmacia, come medicamenti coagulanti del sangue e come prodotti assorbenti in sanitaria.
Infine, viene anche utilizzato come componente di alcuni prodotti fertilizzanti.
COMPOSIZIONE CHIMICA E PROPRIETA' FISICHE DELL'OPALE
Dopo aver parlato dell'Opale in maniera, per così dire, macroscopica, adesso, andiamo a vedere cosa è microscopicamente e strutturalmente l'Opale.
L'Opale è Silice idrata (SiO2.nH2O) allo stato amorfo (dunque detto anche “Amorphopale” o Opale – A). In realtà, non esiste soltanto Opale amorfo (ovvero a “struttura disordinata”, non cristallina) ma anche, Opale microcristallino (detto anche Opale – CT “Cristobalite e Tridimite”) avente un certo grado di ordine, nella struttura molecolare, delle particelle di Silice. Questo Opale è di solito di origine “vulcanica” (quindi di “alta energia”) mentre, il primo (quello amorfo), è di origine “sedimentaria” (dunque di “bassa energia”).
L'Opale amorfo, dal punto di vista microstrutturale, è costituito da sfere di Silice (non tutte delle stesse dimensioni) "disperse", immerse irregolarmente (dunque, in maniera disordinata nelle tre dimensioni) in una “matrice” di opalina (Silice colloidale). Gli opali preziosi, come ad esempio, quelli australiani hanno proprio questa costituzione amorfa appena descritta. Più precisamente, l'Opale prezioso, ovvero quello che mostra i colori cangianti (“gioco di colore” detto anche “Fuoco”), è caratterizzato dall'avere, all'interno di una certa massa amorfa disordinata, determinate “zone,” sia pur circoscritte, in cui le sfere di Silice sono tutte di egual diametro (da 150 a 300 nanometri) e disposte in maniera spazialmente ordinata a costituire un reticolo cristallino tridimensionale di tipo “Cubico a Facce Centrate” (CFF) o Esagonale Compatto (HCP). Queste due disposizioni ordinate e cristalline sono quelle che permettono la formazione del famoso “gioco di colore” dovuto al fenomeno ottico della Diffrazione in tali strutture stesse.
Il pregio di un Opale dipende sia dal “gioco di colore” che dal “colore del corpo” (detto anche colore di base o tono dello sfondo). Quanto più scuro è il “colore del corpo” tanto più viene messo in risalto il “gioco di colore”.
Detto ciò, andiamo a vedere, sinteticamente, quali sono le principali Proprietà fisiche dell'Opale, abbiamo:
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Durezza |
5.5 – 6.5 (scala empirica di Mohs). Appena più in basso del Quarzo 7.0 Spesso diminuisce con l'aumentare della% di H2O nel reticolo. |
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Peso specifico Ps |
1.98 – 2.25 g/cm3. |
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Indici di rifrazione |
1.37 – 1.47 = Birifrangenza 0.10 che determina l'Iridescenza delle tipiche “chiazzette”. |
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Trasparenza |
Da Trasparente a Traslucido a Opaco e in funzione del contenuto di H2O. |
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Lucentezza |
Da Vitrea a Cerosa (Cerosa per presenza di vacuoli riempiti da gas o altro). |
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Frattura |
Concoide ovvero a “Cucchiaio” in quanto solido “isotropo”. |
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Contenuto H2O |
Da 3% a 21% del Peso totale. |
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Prova allo Strick |
Striscia bianca. |
Tra le altre Proprietà dell'Opale abbiamo, l'Elevata Conducibilità Termica. Infatti, diventa immediatamente, “calda al tatto” e per questo è facilmente riconoscibile dai “falsi” in vetro. Inoltre, è sensibile agli sbalzi repentini di temperatura (dovuti, ad esempio all'esposizione al Sole) che possono creare espansione o contrazione differenziale tra l'acqua interna al reticolo e le sfere di Silice, causando brutte screpolature.
Altra Proprietà dell'Opale, è l'Elevata Sensibilità al pH. Infatti, il contatto prolungato (immersione) in soluzioni marcatamente alcaline, può causare la dissoluzione della struttura in Silice in breve tempo. Per questo motivo, è sconsigliata la “pulitura” dell'Opale con detergenti aggressivi. E' meglio usare acqua calda e sapone neutro.
Infine, sottoposto alla Radiazione Ultravioletta UV può dare Fluorescenza o Fosforescenza.



















