Piante "ProAmbiente"

  DISTESA A NINFEE   Le  piante  possono contribuire in maniera decisiva alla " salvaguardia " dell' ambiente  in cui viviamo....

mercoledì 12 agosto 2026

L'Isola Ferdinandea.

 


Da fonti storiche l'Isola Ferdinandea cominciò a “sorgere” dalla superficie delle acque marine comprese tra la cittadina di Sciacca e l'Isola di Pantelleria nella notte del 10 Agosto del 1831 quando, alcuni marinai, notarono strani e intensi bagliori uniti ad una colonna di fumo, spiccare dalle acque di quel braccio di mare.

Di li ad un mese circa, l'isola emerse nella sia interezza arrivando a raggiungere un diametro di ben 800 m e un'altezza di poco più di 60 s.l.m.

Essa assunse immediata importanza strategica per le potenze politiche del luogo in quanto la sua posizione era particolarmente favorevole per il controllo dei corridoi commerciali lungo la rotta verso il Medio Oriente e per tal motivo fu presto contesa dalla Francia, dalla Gran Bretagna e dal vicino Regno delle Due Sicilie. L'isola prese il nome di Isola Ferdinandea in onore di Re Ferdinando II (Sovrano del Regno delle Due Sicilie) ma, successivamente, anche di Isola di Graham, nome “affibbiato” da alcuni marinai Britannici che con un colpo di mano vi approdarono piantando la loro bandiera. Altri nomi ad essa “attribuiti” nel tempo più o meno legittimamente furono Corrao, Hotham, Julia, Nerita e Isola di Sciacca.

Comunque, questa contesa internazionale durò decisamente poco in quanto dopo appena qualche mese l'isola “sprofondò” tra le acque del Canale di Sicilia ridiventando quello che geologicamente si definisce un Seamount (montagna, vulcano sottomarino).

Per comprendere al meglio, dal punto di vista geologico, la nascita (genesi) dell'Isola Ferdinandea bisogna ricordare che dal punto si vista geologico - strutturale il Canale di Sicilia è caratterizzato principalmente dalla presenza di faglie normali sub-verticali risalenti al Neogene-Quaternario e orientate NW-SE facenti parte della Rift Zone del Canale di Sicilia (Agius et al.,2022 ). Questo processo di rifting ha generato un assottigliamento della crosta continentale (5-18 km) a partire dal Pliocene inferiore, consentendo sia l'apertura di tre grandi depressioni allungate ovvero graben di Pantelleria, Malta e Linosa, sia un vulcanismo diffuso con la formazione di morfologie vulcaniche subaeree (ad esempio le isole vulcaniche di Pantelleria e Linosa), e sottomarine quali i banchi Graham e Nameless.

Il Banco di Graham (Graham Bank), come appena accennato, è una piccola regione vulcanica sottomarina situata nella parte superiore del pendio della Sicilia nord-occidentale, che è stata soggetta a numerose eruzioni vulcaniche negli ultimi 200 anni (Calanchi et al.,1989 ). Tra queste eruzioni, quella storicamente più nota è appunto del 1831 e relativa all'emersione dell'Isola Ferdinandea.

La recente acquisizione di dati batimetrici multibeam ad alta risoluzione associati a profili acustici ad alta risoluzione ha migliorato la conoscenza, in generale, delle aree vulcaniche sottomarine in tutto il Canale di Sicilia e nella fattispecie di quella del Banco di Graham.

Da tali rilievi batimetrici risulta evidente la presenza, nell'area del Banco di Graham, di un vero e proprio “arcipelago sottomarino” costituito da sei principali Seamounts tra i quali, spicca quello dell'Isola Ferdinandea indicata in Fig.1 con la sigla V3. E' da notare che tutti i centri eruttivi sottomarini facenti parte di questo piccolo arcipelago sommerso presentano una base pressoché circolare o al massimo subellittica.


Fig.1; “ Porzione di Fondale marino del Banco Graham con presenza dei 6 vulcani sottomarini V1 – V6 ( V3 = Isola Ferdinandea)”.

In particolare, l'Isola Ferdinandea, attualmente, presenta alla base un asse principale lungo 0,995 m e uno minore di 0,985 (dunque la base, in effetti, è pressoché circolare), una superficie di detta base di 0,737 Kmq e con un volume complessivo di 0,098 Km3 e una altezza dal fondale di 115 m.

Dal punto di vista vulcanologico la nascita dell'Isola Ferdinandea si ebbe in seguito a un'eruzione surtesyana ovvero ad una eruzione dovuta a un magma basico (Basalto) che risalendo entrò in contatto improvviso (in prossimità della superficie) con l'acqua di mare provocando un'intensa esplosione (esplosione facente parte della categoria delle note esplosioni freato – magmatiche). Ciò generò un cono piroclastico prevalentemente cineritico presto eroso dal moto ondoso che riportò l'orlo del cratere (che in precedenza aveva quota di 65 m circa s.l.m.) sotto la superficie marina, ad una profondità di 6 m sotto il livello marino.


Nessun commento:

Posta un commento

Le Microplastiche e loro inquinamento