Le Kimberliti sono la fonte principale
dei diamanti e sono da considerarsi rocce ipoabissali costituite dal
raffreddamento, in prossimità della superficie, di magmi definiti di
“pre-eruzione”.
La roccia Kimberlite (sensu strictu) è
costituita da 25% di macrocrustalli di Olivina anedrali con diametro
> 1 mm e il 25% di microcristalli di Olivina euedrali con diametro
<2 mm dispersi in una pasta di fondo microcristallina oppure
criptocristallina. I macrocristalli di Olivina, in realtà, sono
xenocristalli incorporati durante la risalita del fuso originario
dell'astenosfera attraverso il mantello litosferico peridotitico. I
fusi Kimberlitici risalgono fino alla superficie, da profondità di
oltre 200 Km, in un solo giorno circa. Una tale velocità di risalita
è giustificata dalla essoluzione dal magma stesso di Vapore acqueo e
Anidride Carbonica CO2. La genesi dei fusi Kimberlitici non è ancora
del tutto chiara. Sia i pennacchi del mantello profondo che i moti
convettivi più superficiali legati all'estensione litosferica
potrebbero innescare la fusione di questi magmi kimberlitici
portandoli alla risalita a profondità minori del mantello. Durante questa risalita repentina strappano via porzioni di rocce incassanti formatesi ad elevate profondità e pressioni, inglobandole nel fuso (xenoliti) costituite da carbonio cristallizzato (diamanti).
Un camino Kimberlitico, dall'alto verso il basso, è costituito nella seguente maniera:
Facies craterica: La
morfologia superficiale di un camino kimberlitico, è caratterizzata
da un cratere, ampio fino a 2 km, il cui fondo può essere situato a
diverse centinaia di metri al di sotto del piano campagna. Il cratere
è generalmente più profondo nella parte centrale. Attorno al
cratere si ha un anello di materiale tufaceo (tuff-ring)
relativamente basso (circa 30 m o meno), se comparato al diametro del
cratere.
Facies
di Diatrema: I
diatremi o camini kimberlitici hanno una profondità di circa 1-2
Km, generalmente con forma a carota (che tende a restringersi con la
profondità) e con sezioni circolari o ellittiche in superficie. La
zona del diatrema è caratterizzata da frammenti vulcanoclastici,
xenoliti e altro materiale, strappato a varie profondità durante la
risalita del magma. Alcune caratteristiche dei diatremi sono:
presenza di frammenti angolosi di rocce incassanti; materiale
juvenile frammentato; xenoliti di rocce incassanti che si rinvengono
fino a 1000 m di profondità.
Facies
Ipoabissale: I
depositi ipoabissali si formano per la cristallizzazione, ad alta
temperatura, del magma kimberlitico ricco in volatili. Comunemente si
hanno tessiture ignee e la totale assenza di frammentazione. Alcune
caratteristiche dei depositi ipoabissali sono: presenza di calcite e
serpentino nella matrice.