Tra le tante giade presenti sul mercato la giada proveniente dal Myanmar è senza dubbio la più pregiata per merito della sua elevata tenacità, della sua trasparenza e soprattutto del suo colore verde smeraldo. I cinesi cominciarono ad importarla relativamente presto, negli ultimi decenni del 700 anche e soprattutto per volere dell'Imperatore Qianlong che istituì tra il Myanmar centrosettentrionale e la Provincia cinese dello Yunnan la famosa “Via di Giada” percorsa dalle carovane piene del prezioso carico. Per questo motivo e per la particolare predilezione dell'Imperatore nei confronti di questa “pietra” la giada proveniente dalla Birmania (oggi Myanmar) fu soprannominata “Giada Imperiale”.
Essa venne e viene tutt'ora estratta dai giacimenti presenti nell'area di Hpakam (Distretto minerario Jade Tract) situata all'interno di un altopiano solcato dal Fiume Uru che nel corso della sua storia ha prodotto depositi conglomeratici sia di “Terrazzo fluviale” che di “Piana alluvionale” costituenti i giacimenti secondari del Distretto minerario. I giacimenti primari invece sono costituiti da dicchi e filoni che intersecano le serpentiniti e le Peridotiti serpentinizzate la cui origine è da ricondurre alla subduzione della Placca Indiana sotto quella Euroasiatica.
Dal punto di vista mineralogico la giada Birmana è costituita in massima parte da un aggregato di cristalli di pirosseno Giadeite (un pirosseno sodico) e pertanto, un po' speditivamente tale giada viene chiamata semplicemente “Giadeite”.
I cinesi, da sempre i più grandi estimatori di giada al mondo usarono il termine generico Yu (letteralmente “belle pietre”) per indicare tutte quelle pietre idonee ad essere trasformate in oggetti per rituali e ornamenti personali e considerate come giada. Yu è una delle parole più antiche e si pensa che il suo pittogramma abbia avuto origine addirittura nel 2950 a.c.
Al giorno d'oggi però grazie a una migliore conoscenza della mineralogia e dei suoi metodi di indagine queste “belle pietre” Yu sono state classificate e suddivise in due gruppi ovvero “Vere giade” e “False giade” dette anche “Pseudo giade”. Le Vere giade, le più preziose, sono rappresentate dalla roccia Nefrite che i cinesi reperivano facilmente in madrepatria e dalla Giadeite. roccia costituita da un aggregato di Pirosseno sodico (Giadeite appunto) importata in Cina (dal 1780 in poi) dalla Birmania oggi chiamata Myanmar. I giacimenti e con essi le koro miniere sono ubicati nella zona di Hpakan nel settore centrosettentrionale del paese. La bellissima Giadeite Birmana è, da sempre, contornata da un'aura di mistero non fosse peraltro che per la remota posizione delle miniere immerse nella giungla e in una zona per lungo tempo interdetta agli stranieri. Inoltre, a contribuire all'isolamento di questa area sono state e sono le piogge monsoniche e la guerriglia che affligge, a fasi alterne, la regione dal 1949.
STORIA
Almeno fino al XIII secolo, in Cina, la varietà più preziosa tra le giade (Yu) veniva identificata con la roccia anfibolica Nefrite dura e di colore variabile dal bianco al verde. Essa si rinveniva, in quantità anche considerevole, sui Monti Kunkun nella Cina occidentale e più precisamente dal fiume denominato Giada Bianca e da quello Giada Nera. Invece, per quanto riguarda la giadeite questa era, di fatto, sconosciuta ai cinesi fino ad allora. Ma, a partire dal XIII, si diffuse una leggenda per la quale un commerciante cinese dello Yunnan viaggiando attraverso quello che è ora il Myanmar del Nord, arrivato ad un certo punto, per bilanciare il carico del suo mulo raccolse un masso di colore marrone. Questo cadde e spaccandosi si rivelò di un verde vivido “smeraldo”. Il commerciante notò come la roccia fosse tenace quanto la Nefrite. I cinesi rinasero affascinati da questa leggenda. Il governo dello Yunnan inviò parecchie spedizioni yta il XIII e il XIV secolp alla ricerca di questa pietra ma esse si rivelarono degli insuccessi. Da allora, per circa 500 anni (fino alla fine del XVIII secolo) comparvero in Cina soltanto, piccoli pezzi di questa “nuova” giada.
Ma nel 1784, l'Imperatore Qianlong estese la giurisdizione della Cina all'attuale Myanmar centrosettentrionale dove gli avventurieri cinesi scoprirono ben presto la fonte della pietra semitrasparente dal verde smeraldo. Da allora, ingenti quantitativi di Giadeite vennero estratti e portati a Pechino nei migliori laboratori dell'Impero. Per la particolare predilezione da parte dell'Imperatore Qianlong per la Giadeite Birmana questa venne soprannominata Giada Imperiale. Essa giungeva in Cina dal Myanmar (Birmania) percorrendo la famosa “Via di Giada” un percorso ben consolidato esistente già dal 1784 e attivo fino alla seconda guerra mondiale che univa Hpakan (la zona in cui erano ubicate le miniere Birmane) alla Provincia cinese dello Yunnan.
In tempi più recenti, ovvero dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'ascesa in Cina del regime comunista di Mao Zedong (1949 – 1976) costituì una grossa “batosta” per la commercializzazione della giada Birmana e di tutte le pietre preziose in generale che, vennero “bollate” come simboli del materialismo e portate dunque al disuso. Per tutta risposta, il commercio della Giadeite si trasferì a Hong Kong (Colonia Britannica), dove gli esperti intagliatori si trasferirono da Pechino e Shanghai.
Ma come accadde in Cina, anche il Myanmar dopo la Seconda Guerra Mondiale fu dilaniato da disordini politici che portarono nel 1962, all'instaurazione di una giunta militare che portò il paese all'isolamento e, nel periodo 1963 – 1964 le miniere di giada furono interdette agli stranieri.
Nel 1969 8o governo impedì l'esplorazione e l'estrazione di gemme (giada compresa) ai privati portando la zona mineraria di Hpakan e tutto il paese al completo isolamento.
Negli ultimi anni, a partire dal 1995, il governo del Myanmar ha liberalizzato le normative relative al settore delle pietre preziose compreso il commercio della giada e per la prima volta i cittadini del Myanmar sono autorizzati a commerciare le gemme (giada compresa) e perfino venderle agli stranieri.
MINERALOGIA E PROPRIETA' FISICHE
Con il termine Giadeite ci si riferisce un po' speditivamente sia alla roccia Giadeite (ovvero la giada) che al minerale Pirosseno sodico avente formula NaAlSi2O6 che la costituisce. La Giadeite (minerale) cristallizza nel Sistema Monoclino e ha habitus prismatico piuttosto tozzo. E' un tipico Pirosseno metamorfico che si forma nelle zone di subduzione (in questo caso, "subduzione cretacica della Neo - Tetide orientale") e dunque in una facies di alta Pressione (P tra i 5 e gli 11 Kbar) e bassa Temperatura (T compresa tra i 150 e i 400 C°). La sua genesi è legata alla presenza di fluidi ricchi in Sodio Na, Alluminio Al e Silicio Si.
La Giadeite (roccia), si presenta compatta con una struttura generalmente granulare ed è costituita da un aggregato di cristalli di Pirosseno Giadeite interconnessi tra loro a dare una struttura tipicamente “piumata”. La lunghezza dei cristalli può variare da circa 10 micron a oltre un centimetro. Il pirosseno giadeitico raramente è puro infatti presenta percentuali variabili di Pirosseno Diopside (CaMgSi2O6) e/o pirosseni ricchi in Ferro Fe come l'Egirina e l'Hendebergite tutti in soluzione solida.
Dal punto di vista petrologico il pirosseno giadeitico deve costituire il 90 – 95 % della roccia Giadeite. In caso contrario, ovvero con percentuali inferiori non è più possibile parlare di giada Giadeite ma semplicemente di una roccia ricca in Pirosseno Giadeite. Essa avrà durezza inferiore alla giada.
In realtà, la giada Giadeite del Myanmar è polimineralica ovvero oltre al Pirosseno Giadeite contiene percentuali variabili di altri minerali quali, l'Albite, Il Glaucofane (anfibolo sodico), Analcime, Cromite, ecc. .
La colorazione della giada Giadeite è molto variabile, si va dal bianco (in presenza di elevate percentuali di Albite e Analcime) al giallo – arancione – rosso in presenza di ossidi di Ferro idrati e al grigio – nerastro in presenza di grafite. Ma il tipico colore verde “Imperiale” è dato dalla presenza in tracce di Cromo Cr nel reticolo cristallino e di Ferro Fe come impurità costituita dai minerali accessori.
Le proprietà fisiche della giada Giadeite del Myanmar sono;
Durezza, generalmente elevata (6.5 – 7 della scala di Mohs);
Tenacità, questa è estremamente elevata per merito della connessione e disposizione dei cristalli di pirosseno;
Peso specifico, intorno a 3,30 g/cm3;
Indice di rifrazione medio (riferito al Pirosseno Giadeite), 1,55;
Lucentezza, variabile da vitrea a grassa;
Aspetto, da opaco a traslucido.
GEOLOGIA
Il Distretto minerario di Giadeite detto Jade Tract ha come centro principale l'area di Hpakan situata nel settore centrosettentrionale del Myanmar. Altro centro di notevole interesse estrattivo è Tawtaw ubicato a NNW rispetto al primo. Hpakan e Tawtaw si trovano rispettivamente a q. 350 m s.l.m. e 840 m s.l.m. e sono ubicate all'interno di un altopiano formato dalla presenza di una anticlinale solcata da un fiume (Fiume Uru) seguita ad Est da una sinclinale posizionata parallelamente alla piega precedente. Il Jade Tract è caratterizzato dalla presenza di corpi di Peridotite serpentinizzata (contenenti abbondante Mg e Cromite) affiorante in maniera discontinua e avente età compresa tra il Cretaceo superiore e l'Eocene e da serpentiniti circondate da rocce plutoniche abissali o ipoabissali (Graniti e Monzoniti). Le Peridotiti (sono da considerare Duniti dunque con 90% e più di olivina), hanno avuto origine dalla subduzione della porzione oceanica della Placca Indiana in “avvicinamento ” a quella continentale Euroasiatica.
Ad ospitare le vene e i dicchi di Giadeite verde brillante (Giada Imperiale) sono proprio le Serpentiniti poste in affioramento da una serie di sovrascorrimenti quasi subverticali. La giada si forma dalla reazione della cromite contenuta nelle Serpentiniti e nelle Peridotiti serpentinizzate con i fluidi idrotermali.
Nel Jade Tract sono presenti sia giacimenti primari che secondari.
Ma la maggior parte della Giadeite viene estratta da giacimenti secondari quali il conglomerato del Fiume Uru affiorante a SE del corpo serpentinitico di Tawtaw e avente un'estensione areale massima di 6.5 Km2 e uno spessore che può raggiungere i 300 m. Tale deposito al Pleistocene superiore. I massi che lo costituiscono possono avere diametro che raggiunge e supera i 50 cm. Altri depositi secondari si ritrovano ad Est del Fiume Uru e sono costituiti da conglomerati sabbiosi del Miocene con carbone e resti vegetali mal decomposti.




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