La Bibbia menziona spesso Re Salomone attribuendogli infinita saggezza ed esagerate ricchezze accumulate negli anni dal sapiente commercio con i regni sia vicini che lontani a quello di Israele ma non attribuisce mai al sovrano attività estrattive di sua appartenenza e di alcuna sorta.
In realtà, nel Vecchio Testamento si fa riferimento a delle leggendarie miniere di rame presenti nell'area del medio-oriente ovvero le “Miniere di Edom”, miniere risalenti a 1.000 anni circa prima di Cristo e dunque, all'epoca in cui Re Salomone visse e regnò, ma ancora una volta, nelle sacre scritture, manca il ben che minimo riferimento al sovrano Israelita.
Più di recente, il famoso Archeologo Thomas Levy, coadiuvato da altri studiosi tra i quali Hingham dell'Università di Oxford, durante una campagna di scavi condotta nello Wadi Feynan, in Giordania meridionale (area peraltro presumibilmente sotto il controllo diretto di Re Salomone), ha portato alla luce un complesso minerario di grandi dimensioni volto all'estrazione del rame che, un successivo esame degli isotopi del Carbonio, fa risalire ancora a circa 1.000 anni prima di Cristo e dunque alla stessa età delle miniere bibliche di Edom e di quella dello stesso Salomone. Allora sono queste le leggendarie “Miniere di Edom”?
Dunque le “Miniere di Re Salomone” non sono altro che le bibliche “Miniere di Edom”? E se lo sono perché allora la Bibbia non fornisce una benché minima “connessione” tra il ricchissimo monarca e queste bibliche miniere di rame? E infine, chi governò veramente su queste miniere del Wadi Feynan? Re Salomone o il suo predecessore Re David??? La datazione basata sugli isotopi del Carbonio, sfortunatamente, non può essere così precisa.
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Le miniere di Re Salomone sono esistite davvero???
Re Salomone fu il terzo Re d'Israele e come dice la stessa Bibbia fu anche il più saggio e il più ricco dei Re. Fu colui che grazie ai poteri magici del suo anello ridusse in schiavitù i 72 demoni dell'Ars Goetia costringendoli perfino a lavorare per la costruzione del suo grandioso tempio. A lui si deve, a quanto pare, anche la creazione della stella a 6 punte (Stella di David) simbolo stesso di Israele. Infatti, questo simbolo viene fatto risalire al sigillo mostrato dal suo portentoso anello.
Come dicevamo, la Bibbia lo definisce il più ricco dei Re e dunque sorge spontaneo domandarsi da dove provenisse la sua inestimabile ricchezza. Le leggende narrano di favolose miniere di rame e di oro. Ma dove si trovavano queste miniere? Una cosa è certa, non ci sono assolutamente riscontri nei racconti biblici di possibili attività estrattive legate al famoso Re. Ma nel corso dei secoli divennero oggetto di leggende rese popolari da un racconto di avventura del XIX e da ben tre film di Hollywood.
Il racconto avventuroso, la famosa opera di H. Rider Haggard, “King Solomon's Mines”, pubblicata nel 1885 si ispira alle rovine della città dello Zimbabwe mai esplorata fino al XIX secolo. Queste rovine vennero descritte dall'Archeologo James Theodore Bent ai lettori inglesi come rovine di non meglio precisati edifici costruiti da Fenici o Arabi mentre l'Archeologo tedesco Karl Mauch suggerì che tali edifici fossero concepiti come una sorta di repliche del Palazzo della Regina di Saba a Gerusalemme.
Ma nell'opera di H. Rider Haggard le miniere associate a tali rovine non erano miniere ne di rame ne di oro ma, bensì di diamanti e non avrebbero coinvolto Re Salomone in attività estrattive ma, piuttosto, in un commercio a lunga distanza e dunque, non sarebbero state loro le famose miniere di Re Salomone.
Il riferimento definitivo all'estrazione del rame e non di altre materie prime pregiate fu fornito da Nelson Glueck che attribuì l'estrazione del rame da parte di Re Salomone al sito di Timna ubicato a 25 Km a Nord di Eilat che fu chiamato appunto “Miniere di Re Salomone”. Esso consisteva, in realtà, in una sorta di dedalo costituito da strutture a “pilastro” del tutto naturali formatisi per erosione differenziale dell'acqua e chiamate “Pilastri di Re Salomone”. Dunque, non si trattava assolutamente di scavi o opere murarie e quindi, non era certo il sito in cui erano ubicate le famose miniere.
Ma non molto distanti dal luogo precedentemente descritto, negli anni '50, un certo Beno Rothenberg, portò alla luce un agglomerato minerario per l'estrazione del rame comprensivo di forni per la fusione ma anche di incisioni rupestri, altari e templi e gioielli e manufatti in abbondanza.
Sembrava fatta! Ma ben presto, con grande delusione di molti, lo stesso Rothenberg stabilì che queste strutture non fossero correlabili con Re Salomone.
Attualmente, a detta di molti studiosi, il sito più accreditato per “ospitare” le celeberrime “Miniere di Re Salomone” sembra essere quello di Khirbet al Nahas nel Wady Feynan in Giordania. Esso venne individuato dall'Archeologo Thomas Levy che si trovò davanti ad un grosso complesso minerario per l'estrazione del rame che risulta essere la più vicina fonte di approvvigionamento di rame a Israele. Esso fu caratterizzato da un lungo periodo di attività estrattiva nel periodo in cui visse Re Salomone il quale, essendo il più grande Re della regione avrebbe potuto controllare direttamente questa estesa attività mineraria.
Ma perché il rame? Perché le “Miniere di Re Salomone” dovevano essere miniere di rame? Secondo Thomas Levy la costruzione del Tempio di Salomone avrebbe richiesto grandi quantitativi di metallo tra cui soprattutto rame.
Gli scavi di Thomas Levy insieme a Hingham dell'Università di Oxford iniziarono nel 2002. Uno dei quesiti a cui rispondere era quello di dare una collocazione temporale a questo complesso minerario al fine di poterlo mettere in relazione con Re Salomone e anche con quanto riportato nella Bibbia a proposito delle miniere di Edom. Furono prelevati campioni di carbone e scarti di fusione del rame accatastati per uno spessore di 6 m sopra al terreno vergine (ovvero non scavato). L'analisi del rapporto tra gli isotopi del Carbonio stabilì che quel livello analizzato risale a 3.000 anni fa ovvero al periodo di riferimento delle miniere bibliche di Edom e a quello in cui visse il Re David o suo figlio Salomone. L'autorevole Archeologo Amihai Mazar dell'Università Ebraica si espone dicendo: “Credo che se un giorno, dovessimo trovare gli oggetti di rame del Tempio di Gerusalemme, questi verrebbero da questo sito” sottintendendo che si trattassero sicuramente delle “miniere di Re Salomone”.
In dettaglio, “la prima fase estrattiva sembra essere iniziata subito dopo il 950 a.c.”, spiega Hingham. “Questa fase durò una cinquantina di anni e a questa seguì la costruzione di un grande edificio nel pavimento nel quale sono stati rinvenuti due antichi manufatti egizi in pietra e in ceramica ovvero uno scarabeo e un amuleto. Questi due oggetti sembrano essere stati “importati” durante la campagna militare del Faraone egiziano conosciuto nel Vecchio Testamento col nome di Shishak. Sempre in corrispondenza con la costruzione del pavimento del grande edificio è stato possibile notare un brusco rallentamento nella estrazione e produzione del rame.
Questa potrebbe essere la prova del ruolo predominante di Shishak nella distruzione della più grande “fabbrica di rame” dell'età del ferro conosciuta nel Mediterraneo orientale.
L'ultimo dei quesiti, in ordine di tempo, a cui l'Archeologo Thomas Levy è portato a rispondere è: David o suo figlio Salomone? Chi controllò realmente queste miniere?
La questione è ancora aperta ma intanto c'è anche chi mette in dubbio l'esistenza stessa di Re Salomone, come l'Archeologo Eric Cline della George Washinton University che mette in guardia la comunità scientifica sottolineando che, ad oggi, non ci sono prove tangibili sull'esistenza stessa del ricchissimo sovrano d'Israele, ad eccezione della Bibbia ovviamente.



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