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venerdì 27 marzo 2026

...e che dire dell'Opale etiope??? L'Idrofane!

 

opali etiopi


L'Etiopia, nel giro di pochi decenni, è balzata al secondo posto della classifica mondiale dei produttori di Opale, proprio alle spalle dell'Australia. L'Opale viene qui estratto in tre soli punti ricadenti nella porzione settentrionale del paese e si rinviene o come riempimento di litofisi o come livelli totalmente opalizzati di rocce vulcaniche ricche in Silice (Rioliti) o ancora sedimentario – vulcaniche (Ignimbriti). La varietà preziosa dell'Opale etiope non ha nulla da invidiare a quella dell'Opale australiano. Infatti, presenta sfavillanti giochi di colore e una vasta gamma di colori del corpo con tonalità calde e delicate. Il tutto comprensivo di patterns (modelli) unici al mondo, primo fra tutti quello a “nido d'ape”. Le differenze fondamentali tra gli opali etiopi e quelli australiani sono essenzialmente due: La struttura interna (microstruttura) e l'idrofanità ovvero quella proprietà che hanno soltanto alcuni opali (quali gran parte di quelli etiopi) di assorbire acqua dai loro micropori presenti in superficie e cambiare così aspetto, passando d opaco a traslucido e da traslucido a trasparente. Nonostante ciò, l'Opale in Etiopia viene estratto, ancora, con modalità rudimentali e con attrezzi quali pale, picconi e martelli forniti, spesso, direttamente dal Governo.


sequenza basaltica


Parole chiave: Mezezo, Wegal Tena, Wollo, Welo, Altopiano, Litofisi, Riolite, Ignimbrite, Silice, Lepidocristallina, gioco di colore, pattern, idrofane.


STORIA

I primi riscontri di Opale proveniente con molta probabilità dall'Etiopia si ebbero con la scoperta di utensili in Opale risalenti al 3.000 a.c. all'interno di una grotta del Kenya.

Ma in epoca storica, la scoperta dell'Opale in Etiopia si ebbe soltanto nel 1978 ad opera alcuni indigeni del piccolo villaggio di Yita Mikael, nel distretto di Menz Gishe, nella provincia di North Shewa. Questo Opale, tradizionalmente, venne chiamato Opale Mezezo. Ma il primo rapporto sulla presenza di Opale in Etiopia si ebbe soltanto nel 1994 dopo che fu riportata la presenza, in un mercato di gemme di Nairobi, di un non meglio identificato Opale proveniente dall'Etiopia. Successivamente, nel 1996, venne riportata in maniera ufficiale la scoperta risalente al 1978. Sempre nel 1996, Hoover et. al. ottennero dal Governo Etiope la concessione per esplorare ed estrarre l'Opale dall'area. Questo segnò l'inizio di una nuova epoca per l'Opale che consacrò l'Etiopia come secondo produttore mondiale di Opale al mondo (dopo ovviamente l'Australia e prima del Messico e del Brasile). Infatti, dopo il giacimento della provincia di Shewa ne fu scoperto un altro nel 2008 ubicato nei pressi del villaggio di Wegel Tena (provincia di Wollo detta anche Welo). A questo fece seguito la scoperta, nel 2013, di un terzo giacimento di Opale, a Nord di Wegel Tena (sempre nella provincia di Wollo), (si veda Fig.1; "Ubicazione giacimenti di Opale etiope".),

ubicazione giacimenti
Fig.1;"Ubicazione giacimenti di Opale etiope".

GEOLOGIA

Dal punto di vista geologico, l'area in cui si rinviene l'Opale fa parte della grande "Provincia vulcanica etiope", caratterizzata da un plateau vulcanico di età oligo - miocenica la cui formazione è attribuibile alla risalita del Plume fuso (pennacchio) che ha generato la Giunzione tripla di Afar (Eritrea). La Giunzione tripla di Afar costituisce il punto dove si incontrano tre placche tettoniche (quella africana, quella araba e quella somala). In particolare, l'Etiopia risulta essere attraversata da una struttura di rift continentale (Rift Etiope) che si congiunge con la lunghissima e famosa Rift Valley dell'Africa orientale. Il plateau etiope e i giacimenti di Opale sono costituiti da una sequenza basaltica (Basalti del Trap) messasi in posto tra i 25 e i 15 Ma fa e sormontata da spessori di rocce vulcaniche fortemente acide chiamate Rioliti. Il tutto si traduce con la formazione di un'altopiano che caratterizza gran parte del territorio etiope. Questo altopiano (ovvero il famoso plateau basaltico dell'Etiopia) è costituito da una sequenza di spessori basaltici (ciascuno costituito da una singolo evento lavica) con intercalazione di sottili livelli sedimentari e per uno spessore che a luoghi può raggiungere i 3.000 metri. Sia nel giacimento della provincia di North Shewa che nei due ricadenti nell'area di Wegal Tena (provincia di Wollo) l'Opale si rinviene all'interno di litofisi inglobate nelle Rioliti prima citate o nelle loro ignimbriti (giacimento di Wegal Tena). Una litofisi è sostanzialmente una bolla (talora a forma di uovo) dovuta a degassamento (gas precedentemente intrappolati) durante la fase di raffreddamento delle rocce laviche. Questi vuoti vengono riempiti d'acqua (acque di falda soprassature in Silice) che deposita il gel di Silice idrato da cui si forma l'Opale. Nel giacimento di North Shewa l'alterazione con conseguente disgregazione della Riolite ospitante fa si che le litofisi si ritrovino come materiale sciolto per terra. Nella zona di Wegal Tena (provincia di Wollo) l'Opale, si rinviene sia sottoforma di litofisi ma più spesso come una vera e propria ignimbrite (ignimbrite riolitica) successivamente totalmente opalizzata, spessa fino ad un massimo di 1.00 metro e sovrastante un livello argilloso. L'Opale si è formato quando le acque di falda contenenti Silice, accumulandosi sopra questo livello argilloso impermeabile, hanno depositato il gel di Silice idrato che ha impregnato tutto il banco ignimbritico penetrando nei pori della roccia. Questo particolare tipo di Opale proveniente dalla provincia di Wollo è chiamato Opale Welo.


CHIMISMO

Dal punto di vista chimico, l'Opale è costituito da Silice idrata SiO2.nH2O allo stato amorfo.

In realtà sono distinguibili, a seconda del grado di ordine della struttura, due “tipologie” differenti di Opale ovvero, Opale – A e Opale – CT. L'Opale - A è il classico Opale Amorfo (Amorphopale) tipico degli ambienti sedimentari caratterizzati da “Basse Temperature” (T<45°) e presenta un disordine molecolare elevato con sfere di Silice immerse casualmente all'interno di una massa di opalina. L'Opale australiano è il classico Opale di tipo A. Poi abbiamo l'Opale – CT (C sta per Cristobalite e T per Tridimite) il quale presenta un minimo di ordine cristallino e pertanto, è definito microcristallino ed è tipico dell'ambiente vulcanico, ovvero di “Elevata Temperatura” (T>45°). L'Opale etiope è in gran parte Opale – CT anche se all'interno della sua massa possono presentarsi, a zone, entrambe le strutture (ovvero quella A e quella CT). Spesso (in particolare nei giacimenti di Wegel Tena) la struttura microcristallina si presenta Lepidocristallina ovvero a “scaglie”.

Infine, l'Opale – CT etiope presenta una consistente concentrazione di Bario (Ba) la quale, pertanto, è diagnostica relativamente alla provenienza della gemma.


VARIETA' E MODELLI DELL'OPALE ETIOPE

Gli opali etiopi, nella loro varietà preziosa, sono molto apprezzati per il loro caratteristico gioco di colore detto anche “fuoco” (Fig.2; “Opale con sfavillante gioco di colore”.). Infatti, esso presenta una numerosa gamma di vivaci colori (praticamente tutti quelli dello spettro della luce bianca). Ma di notevole interesse è anche il colore del corpo (ovvero dello sfondo) che presenta un gran numero di tonalità uniformi come il nero, il rosa , il blu fino alla tonalità multicolore (arcobaleno) . Ai vari colori del corpo sono spesso associati intriganti e pittoreschi patterns (modelli) tipici di un determinato giacimento o porzione di esso nonché di una determinata varietà. Ma oltre al particolare gioco di colore, all'intrigante colore del corpo e al pattern caratteristico, l'Opale etiope presenta (in buona parte) la peculiarità, la caratteristica unica di essere idrofane. Un Opale idrofane è un Opale che ha la capacità, grazie alla sua superficie porosa, di assorbire l'acqua. Un tale Opale immerso per un certo lasso di tempo in acqua la assorbe e cambia il suo aspetto, le sue dimensioni e la sua stessa stabilità. Questa proprietà fa si che un Opale possa variare il suo aspetto passando da opaco a traslucido fino, addirittura, a diventare trasparente.

gioco di colore
Fig.2; “Opale con sfavillante gioco di colore”.

I tre giacimenti principali, in precedenza menzionati, producono le seguenti varietà:

  • Opale di fuoco varietà preziosa: Si tratta di un Opale traslucido proveniente dalla provincia di Wollo avente colore del corpo dal rosso, all'arancione o al giallo caratteristici di tutti gli opali di fuoco ma presenta anche un bel gioco di colore (per questo motivo tale varietà è considerata preziosa). Questo è l'Opale etiope più pregiato e più conosciuto ed è commercializzato all'estero con il nome di “Opale Welo” (si veda Fig.3; “Opale di fuoco con gioco di colore”).

  • Opale nero: E' decisamente piuttosto raro e si rinviene solamente nella miniera di Stayish ubicata nella provincia di Wollo. Non è un Opale idrofane. Attualmente, tutti gli opali neri presunti provenienti da non meglio identificate località estrattive etiopi sono opali sottoposti a trattamento di colore.

  • Opale bianco varietà preziosa: Si estrae nei pressi della località di Wegel Tena (provincia di Wollo) e presenta un colore del corpo biancastro e uno sfavillante gioco di colore. Inizialmente, furono estratti anche nella miniera di Menz Gishe (provincia di North Shewa) ma risultarono parecchio instabili (principalmente si screpolano subito al calore). Da Wegel Tena, invece, provengono anche i bellissimi opali cristallini incolori.

  • Opale di Shewa o meglio conosciuto come “Mezezo”: Proviene dal giacimento scoperto nel 1994 nella provincia di North Shewa. Questo Opale ha un bel colore del corpo bruno – rossastro, arancione o marrone cioccolato. Ha il difetto di presentare screpolature (fino ad avere un pattern di tipo “Ragnatela”) dovute ad essiccazione.

  • welo
    Fig.3; “Opale di fuoco con gioco di colore”.


I pregio di un Opale etiope (ma anche di un qualunque altro Opale) è dato da un insieme di caratteristiche presentate dalla pietra in esame tra le quali abbiamo il gioco di colore, il colore del corpo e il pattern (modello) mostrato.

L'Opale etiope presenta, più degli altri opali, una vasta gamma di patterns che lo rendono unico. Abbiamo il patternCristallo a motivo largo”, il “Patchwork Rolling Flash”, il “Patchwork a nido d'ape”, il “Nuvola di fuoco”, il “Welo Broad Flash”, il pattern a “Ragnatela”, ecc. Tra i tanti patterns esistenti quello più raro è quello “Arlecchino” mentre quello tipico ed esclusivo dell'Opale etiope (quello che al contempo rende meglio come cabochon) è quello a “nido d'ape” (si veda Fig.4;"Opale con pattern a "nido d'ape".).

pattern nido d'ape
Fig.4;"Opale con pattern a "nido d'ape".

CONCLUSIONI

A dare definitivo slancio alla produzione etiope dell'Opale fu la scoperta, nel 2008, del primo giacimento dei due ubicati nei pressi di Wegel Tena (provincia di Wollo e conosciuta anche come Welo). A differenza degli opali estratti in precedenza in Etiopia (cfr. quelli della provincia di North Shewa) qui l'Opale si presenta prevalentemente bianco con un po' di Opale marrone, talora anche come Opale di fuoco oppure Opale di cristallo incolore. Molti di essi sono di notevole qualità e assomigliano a quelli australiani con giochi di colore molto vividi. Alcuni di essi presentano i caratteristici “modelli a dita” e sono idrofani. La potenzialità di questo giacimento sembra essere enorme (sembra che la sua estensione sia dell'ordine di diversi Km). Dispiace apprendere che l'estrazione, a tutt'oggi, avvenga ancora per mezzo di tecniche minerarie rudimentali (si veda Fig.5; “Estrazione rudimentale dell'Opale”.).

escavazione rudimentale
Fig.5; “Estrazione rudimentale dell'Opale”.

 Infatti, si utilizzano utensili fatti in casa, pale e picconi nonché martelli forniti dal Governo. Poiché gli scavi o meglio le pareti degli scavi non sono supportati da legname, si verificano spesso crolli. Si calcola che, ad oggi, siano morti una ventina di minatori a causa dei crolli delle pareti degli scavi.

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